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Strage di gatti in Vietnam, in molti sepolti ancora vivi

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Moltissimi gatti sono stati sepolti ancora vivi dalle autorità vietnamite. Purtroppo, in alcuni casi, la crudeltà verso gli animali, specialmente quelli più piccoli e indifesi, non conosce limiti.

Migliaia di gatti provenienti della Cina sono stati sequestrati qualche giorno fa dalle autorità vietnamite. Erano stipati in condizioni disumane all’interno di piccole casse da contrabbando. Il conducente del camion che li trasportava (che è risultato poi essere anche il proprietario degli animali poiché li aveva acquistati per rivenderli), è stato condannato a pagare una multa di circa 360 euro.

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Le “piccole tigri”, così come vengono anche chiamati i gatti in Vietnam, erano purtroppo destinate ad essere consumate sulle tavole di numerosi ristoranti che, nonostante il divieto di mangiarne la carne emanato nel 1998, non vogliono rinunciare a questa “prelibatezza”.

Purtroppo però la loro fine è stata altrettanto terribile nonostante siano finiti nelle mani delle autorità del posto. In moltissimi infatti sono stati seppelliti ancora vivi dalla polizia locale che si è giustificata dicendo di aver dovuto procedere in questo modo per evitare il diffondersi di malattie. Molti degli animali erano già morti e rappresentavano pertanto un grosso rischio ambientale e sanitario. Non possedevano documenti e non erano stati sottoposti a controlli e quarantena.

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A niente sono valse le proteste degli animalisti che si sono subito attivati per cercare di evitare questo orrore.

Il divieto in Vietnam di consumare carne di gatto nasce anche dal fatto che questi rappresentano un valido alleato nel combattere la diffusione dei topi nei campi. Colonie di topi che sono in grado di distruggere anche interi raccolti.

Nonostante questo però sono ancora molti i paesi asiatici in cui è possibile ordinare carne di gatto nei ristoranti.

Fonte: lastampa.it

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Cos'è Maulin

MauLin è il nome che alcuni monaci attribuirono al loro antico monastero a seguito della sua curiosa particolarità. Esso era circondato da una foresta abitata da un numero imprecisato di gatti i quali conducevano la propria vita in stretta connessione con la natura, l'ambiente circostante e i monaci stessi. La presenza di tali felini trasmetteva agli abitanti del monastero tranquillità, felicità e infinita saggezza.