MauLin

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Morto il gatto tinto di rosa… la falsa notizia?

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Avrete sicuramente letto del gatto tinto di rosa e che sarebbe successivamente morto per avvelenamento. Ebbene, arriva in questi giorni la smentita.

La scrittrice e modella russa Elena Lenina qualche mese fa ha deciso, sotto suggerimento del suo parrucchiere (così come da lei stessa raccontato), di dipingere di rosa il suo amato gattino per portarlo ad una festa a tema. Il tutto per far sì che l’animale potesse abbinarsi al vestito che avrebbe indossato per l’occasione.
Qualche giorno fa si era però diffusa la notizia che il micio sarebbe morto in seguito ad un avvelenamento del sangue dovuto proprio al colorante utilizzato per tingere il suo pelo che il piccolo avrebbe anche ingerito, praticando giornalmente la sua toelettatura.

Contro la donna si era immediatamente scatenata una bufera mediatica. Le accuse sono giunte da tutte le parti e ovviamente la notizia ha fatto immediatamente il giro del Web. Numerose anche le celebità che si sono scagliate contro la scrittrice con post molto duri pubblicati sulle proprie pagine social, come ad esempio quello di Francesco Facchinetti.

La notizia però sarebbe in realtà falsa e il gattino sembrerebbe essere in ottima salute così come dimostrato da alcune foto postate qualche giorno fa da Lenina stessa sul suo sito web personale e su Twitter. La scrittrice avrebbe inoltre criticato i numerosi giornalisti e le testate per le quali scrivono asserendo che nessuno nei mesi precedenti l’avrebbe contattata per conoscere le condizioni di salute dell’animale.

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Ora, che la notizia sia vera o falsa, che il gatto delle foto postate il primo marzo dalla scrittrice russa sia veramente quello dipinto di rosa o meno, resta il fatto che troppo spesso gli animali vengono trattati come oggetti da esibire e non come esseri viventi con dei sentimenti (di qualunque natura essi siano).

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Cos'è Maulin

MauLin è il nome che alcuni monaci attribuirono al loro antico monastero a seguito della sua curiosa particolarità. Esso era circondato da una foresta abitata da un numero imprecisato di gatti i quali conducevano la propria vita in stretta connessione con la natura, l'ambiente circostante e i monaci stessi. La presenza di tali felini trasmetteva agli abitanti del monastero tranquillità, felicità e infinita saggezza.