MauLin

La filosofia dei cat-blogger

Metti un gatto nella Rete

un gatto in Rete

Se proviamo a cercare in Rete, precisamente su YouTube, la parola “gatto” otterremo più di 100.000 risultati.

Questo numero cresce ampiamente se cerchiamo il termine inglese, “cat”: più di 1.680.000 risultati (e pensate che “dog”, il cane, ha circa centomila risultati in più).

Il fenomeno dei “gatti in Rete” è regolarmente discusso online e nel corso del 2012 è salito alla ribalta per un curioso avvenimento. Gli scienziati del X Lab di Google, infatti, hanno creato una complessa rete neurale di 16.000 computer. Una volta attivato, questo cervello elettronico ha fatto ciò che qualsiasi umano avrebbe compiuto: cercare gatti su YouTube.

Come spiega dettagliamente un articolo del New York Times, How Many Computer to Identify a Cat? 16,000, il compito dell’esperimento era ricreare un sistema digitale in grado di riprodurre i processi neuronali del cervello umano. La macchina così creata avrebbe dovuto imparare da sola, in piena autonomia, scandagliando tutte le informazioni presenti in Rete. Dall’analisi di questi dati il sistema si è concentrato su quelli più comuni e diffusi: i gatti per l’appunto.

Il fenomeno dei “video gatti” in Rete è talmente diffuso che nell’agosto di quest’anno, al Walker Art Center di Minneapolis, è stato addirittura organizzato l’Internet Cat Video Film Festival. Il primo premio è stato assegnato al video Henri 2, Paw de Deux, che racconta i tormenti di un gatto francese:

YouTube è ricco di altri video, forse anche più divertenti e sicuramente più visti. Nella classifica dei 33 video di gatti più visti, elaborata da Mashable, compaiono infatti Maru – il gatto giapponese più famoso al mondo – e il (così soprannominato) “gatto ninja“:

Avete trovato altri video-gatti simpatici o ne avete realizzato voi stessi uno? Segnalateceli!

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Cos'è Maulin

MauLin è il nome che alcuni monaci attribuirono al loro antico monastero a seguito della sua curiosa particolarità. Esso era circondato da una foresta abitata da un numero imprecisato di gatti i quali conducevano la propria vita in stretta connessione con la natura, l'ambiente circostante e i monaci stessi. La presenza di tali felini trasmetteva agli abitanti del monastero tranquillità, felicità e infinita saggezza.