MauLin

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La storia del gatto risorto

gatto risorto

È accaduto in Inghilterra, dove il gatto Norman pare sia risorto.

Harry, 22 anni, aveva impiegato due ore a scavare la tomba per il piccolo micio di soli due anni, Norman. Pelo nero e di taglia standard, il gatto aveva ricevuto, dopo la cremazione, anche una lunga cerimonia di addio e una lapide di porcellana nera a forma di gatto. L’incidente che lo aveva condotto alla morte è dei più tradizionali: investito da un auto.

Eppure, il giorno dopo, Norman è ricomparso in cucina pronto per fare colazione.

Lo spavento della Sig.ra Jones (la madre di Harry) è stato comprensibile e si è tradotto in una corsa verso il giardino per esaminare il terreno dove era stato sepolto Norman.

la lapide del gatto Norman

La piccola lapide del micio Norman

È a questo punto che la signora ha realizzato che il gatto che aveva cremato il giorno prima non era il proprio ma un, più sfortunato, gatto identico. Norman era scomparso per tutta la mattinata, per questo quando la signora Jones ha visto il corpicino inerme del gatto sulla strada di fronte, ha subito pensato che fosse il proprio micio ad aver consumato le proprie sette vite.

Ma Norman si era soltanto allontanato e ora esigeva il cibo arretrato: alla domanda “Norman, sei tu?”, il micio ha miagolato in senso affermativo.

Il micio nero, racconta la padrona, è solito incappare in scontri con altri animali, tornando spesso a casa con graffi, ferite o addirittura una zampa rotta.

In onore della “risurrezione”, il fratello della signora Jones, Paul May, ha scritto e suonato una canzone dedicata all’evento, intitolandola “It is the Day of Norman’s Rising” (“è il giorno della risurrezione di Norman”). Ma, forse, era il caso di dedicarne una anche alla vera vittima… “Ode al micio clone”.

Fonte: DailyMail

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Cos'è Maulin

MauLin è il nome che alcuni monaci attribuirono al loro antico monastero a seguito della sua curiosa particolarità. Esso era circondato da una foresta abitata da un numero imprecisato di gatti i quali conducevano la propria vita in stretta connessione con la natura, l'ambiente circostante e i monaci stessi. La presenza di tali felini trasmetteva agli abitanti del monastero tranquillità, felicità e infinita saggezza.