MauLin

La filosofia dei cat-blogger

Il gatto furioso

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Sicuramente vi sarà capitato di leggere, quantomeno a scuola, il famoso poema cavalleresco di Ludovico Ariosto:L’Orlando furioso.

Qualcuno di voi lo ricorderà con piacere, mentre altri lo avranno trovato noioso… ma vi siete mai chiesti come sarebbe stato se Orlando fosse stato un gatto? Probabilmente lo avreste adorato tutti.

L’Orlando furioso è dunque un poema cavalleresco, scritto da Ludovico Ariosto, pubblicato nella sua edizione definitiva nel 1532. Composto da 46 canti scritti in ottave, la sua trama è abbastanza complessa poiché sono numerose le vicende che vi si intrecciano.

Ma la vicenda amorosa al centro di questo bellissimo poema è quella tra la bellissima Angelica e il paladino Orlando (diventato pazzo a causa dell’amore per lei e in seguito al suo rapimento).

Qualche tempo fa, navigando in Internet alla ricerca di notizie curiose sui nostri amici pelosetti, ci siamo imbattuti in una curiosa rivisitazione dell’Orlando furioso in chiave “gattelleresca”. Eh già, perché il protagonista in questo caso è l’eroico gatto Orlando alle prese con il terribile Annibale il ratto che, come nel poema originale, rapisce la sua amata gattina Angelica.

Ruggiero salva Angelica (Illustrazione di Gustave Doré ©Wikimedia)

La rielaborazione a cura di AmoreMiao.it ci consente così di immergerci nel mondo fantastico narrato da “Ludovico Arrosto”, che non perde nemmeno per un momento la vena ironica del poema originale. Un mondo nel quale ad intrecciarsi sono le vicende di gatti, orsi, ratti e altri animali, che combattono le loro battaglie tra boschi, castelli e città sotterranee (dove i ratti regnano sovrani).

Intelligente la trovata di far interpretare ad un gatto il personaggio di Orlando. Chi meglio di un gatto può infatti incarnare l’ideale di eroe impavido e senza paura che spesso sfugge alle relazioni interpersonali, tranne quando si ritrova a dover fare i conti con il sentimento dell’amore che lo sconvolge a tal punto da renderlo addirittura pazzo.

Ecco un assaggio dal primo canto… sicuramente correrete a leggere anche gli altri… ;)

Primo canto

Le fusa, i mici, i graffi, gli amori,
i balzi, gli audaci agguati io canto,
del felin più nobile gli onori
per le vostre orecchie udir è un grande vanto

Narrerò l’ira, l’arguzia e il gran furore
di un animale che era re di tutti i gatti
splendente come della luna il chiarore
veniva chiamato da tutti  “Divorator di ratti”.

Dirò d’Orlando il già citato gatto
un felino onesto, retto e orgoglioso
che per amore divenne quasi matto
ed ebbe un destino assai pericoloso

La sua gattina, una notte mentre era assopita
cadde nelle grinfie di Annibale il ratto.
Il ripugnante sorcio l’aveva rapita
e cio’ fece uscire di senno l’eroe gatto.

Voi sentirete dei più valorosi mici
che a nominar non son neppure degno;
di Gatti eroi, allegri e infelici
che per le ingiustizie nutrivan sdegno

Tutti loro eran fedeli al grande Orlando,
tanti eroi al servizio del loro imperatore
Obbedivan senza chiedere ne “perché” ne “quando”
difendendo del Regno il rango e l’onore

La città felina era protetta da alte mura
impossibile scalfirle o fare breccia.
I soldati gatti combattevan senza paura
anche a fronteggiar mille o una sola freccia

Solida ordunque la “Casata del gatto d’oro”
avea resistito a cento o più attacchi
il più duro di tutti fu quello del Moro
un cane tra i più spietati e vigliacchi.

Sul sito trovate già pubblicati i primi dieci canti del poema “gattelleresco” che vien quasi da leggere tutti d’un fiato. Quali avventure attendono il “gatto furioso”?

Se invece volete ripassare anche il vero “Furioso” potete scaricare gratuitamente il testo, in formato ebook.

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1 commento.


  1. giovanna scrive:

    Complimentidivertente e piacevole da leggete

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Cos'è Maulin

MauLin è il nome che alcuni monaci attribuirono al loro antico monastero a seguito della sua curiosa particolarità. Esso era circondato da una foresta abitata da un numero imprecisato di gatti i quali conducevano la propria vita in stretta connessione con la natura, l'ambiente circostante e i monaci stessi. La presenza di tali felini trasmetteva agli abitanti del monastero tranquillità, felicità e infinita saggezza.