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Il diabete nel gatto

Diabete nel gatto

Il 7 aprile è la giornata di diabetologia. Forse non lo sapete ma anche i gatti possono soffrire di diabete.

L’importante, come sempre, è prevenire; ma, talvolta, è necessario curare. È sempre necessario, infatti, tenere sotto controllo – o eliminare – le principali cause che provocano il diabete felino: l’obesità in primis.

Per curarli, come ricorda TuttoZampe, vi sono medicinali ad assunzione orale che abbassano i livelli di glucosio nel sangue ma che non sempre vengono digeriti correttamente dai gatti, che tendono a vomitare dopo l’assunzione. L’alternativa, quindi, è la somministrazione di insulina.

Per valutare il dosaggio non è sufficiente calcolare il peso del gatto ma è necessario ricoverare il paziente presso una struttura veterinaria che valuterà con attenzione i giusti dosaggi nell’arco di un particolare periodo di osservazione. Trattandosi di una o due iniezioni al giorno bisognerà anche considerare il livello di tolleranza del micio ad essere punto da aghi, seppur sottili.

La misurazione in casa sarà effettuata tramite delle strisce sulle quali apporre gocce di urina oppure utilizzando prodotti ad hoc (la Purina, infatti, ha realizzato una sostanza da mettere nella lettiera e che cambia colore se c’è troppo glucosio). L’alternativa è usare il misuratore del sangue, come per gli umani, punzecchiando l’orecchio del micio (che forse sarà meno contento).

L’importante, comunque, è tenere sotto osservazione il gatto e non portarlo al livello di obesità, prevenendo quindi la malattia. Il diabete mellito, infatti, è una malattia endocrina cronica che può colpire soprattutto i gatti anziani, con un’età tra i 9 e gli 11 anni e, in prevalenza, se castrati. PetPlace riassume l’esistenza di due tipologie di diabete:

  • Nel diabete di tipo 1 il gatto non riesce a produrre insulina a sufficienza e dunque necessita di iniezioni dell’ormone per riuscire a metabolizzare gli zuccheri. La produzione di insulina risulta compromessa a causa della distruzione delle cellule del pancreas che secernono l’ormone. Questo tipo di diabete è quello più comune nella popolazione felina: comprende infatti il 50-70% di tutti i casi di diabete nei gatti ed al momento non si sa come prevenirlo.
  • Il diabete di tipo 2 si verifica invece nel restante 30% dei casi, quando il gatto produce abbastanza insulina ma l’organismo non riesce ad utilizzarla nel modo giusto per metabolizzare gli zuccheri. In questo caso si può intervenire sul fronte della prevenzione, tenendo sotto controllo il peso del micio, garantendogli una dieta proteica ed assicurandosi che faccia un minimo di attività fisica, anche se è molto pigro o quando è anziano.

Se notate che il vostro gatto

  • beve molto,
  • perde peso,
  • va spesso in bagno,
  • dorme a lungo,
  • presenta una debolezza soprattutto nelle zampe posteriori,
  • oppure ha un mantello rovinato e poco lucido,

potrebbe essere affetto da diabete. In tal caso, quindi, è opportuna una visita dal vostro veterinario. In base alla gravità della malattie si appronteranno cure diverse; come scritto, si tratterà di iniezioni e soprattutto una dieta ricca di proteine e povera di carboidrati.

Chi fosse interessato ad approfondire il tema, il 7 aprile l’Istituto Veterinario di Novara in collaborazione con Nestlé Purina hanno organizzato un convegno dedicato alla diabetologia: “Diabete mellito nel gatto: una malattia difficile per il veterinario ed il proprietario“.

 

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2 commenti.


  1. [...] già affrontato questo delicato problema in un altro articolo. Ora però ci sono importanti novità per quanto riguarda la somministrazione della [...]

  2. [...] gatto non solo predisponga ad una vita più breve ma, anche a diverse situazioni patologiche come diabete mellito, dermatosi, malattie ortopediche, gastroenteriche, epatiche ed affezioni del tratto urinario. [...]

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Cos'è Maulin

MauLin è il nome che alcuni monaci attribuirono al loro antico monastero a seguito della sua curiosa particolarità. Esso era circondato da una foresta abitata da un numero imprecisato di gatti i quali conducevano la propria vita in stretta connessione con la natura, l'ambiente circostante e i monaci stessi. La presenza di tali felini trasmetteva agli abitanti del monastero tranquillità, felicità e infinita saggezza.