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Il comportamento del gatto

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John Bradshaw, autore del volume “Il comportamento del cane” (Dog Sense) è tornato in libreria con un nuovo libro dedicato, per par condicio, ai gatti :)

In vendita in Italia con il titolo “Il comportamento del gatto” (Edagricole editore, lo trovate su Amazon a 25 euro ca.), “Cat sense” riporta le spiegazioni ad alcune delle pratiche più comuni dei nostri amici felini.

Il Dr. Bradshaw, biologo all’Università di Bristol in Inghilterra, ha studiato il comportamento degli animali e dei gatti in particolare, negli ultimi trent’anni. Il punto di partenza, in questa sua analisi, è che i gatti sono fondamentalemte degli animali selvatici (ve n’eravate già accorti eh!? :p).

Il loro avvicinamento al mondo umano è avvenuto quando abbiamo iniziato a costruire magazzini di grano che attiravano i topi. E i gatti servivano per allontanarli.

A differenza dei cani, che hanno modifcato il loro comportamento “lupesco” a seguito di una profonda domesticazione, i gatti non sono mai stati allevati con uno scopo preciso. Catturavano i topi (per proprio divertimento) e i gattini erano di compagnia (per divertimento dell’uomo). Ma, fondamentalmente, i gatti hanno mantenuto il loro spirito libero e indipendente, continuando ad incrociarsi con altri gatti selvatici.

Bisogna considerare, infatti, che al giorno d’oggi la popolazione di gatto domestico è tenuta fortemente a bada dalla pratica della sterilizzazione. Ciò comporta che la maggior parte dei mici nasce dall’incrocio di gatti selvatici.

Per questo il rapporto sociale più forte i gatti non l’hanno con l’uomo ma con la propria madre. I mici le segnalano la necessità di essere sfamati e la seguono per avere il latte. Quando emettono suoni verso di noi (le fusa) è perché ci identificano come un gatto più grande di loro, non ostile ovviamente. Se alzano la coda… beh, è da considerarsi il segno più chiaro del loro affetto verso di noi :)

Un altro dei comportamenti analizzati nel libro è la presenza di animali morti in casa. Animali uccisi da loro, naturalmente :p

Attenti alle “prede” che lasciate in giro

La spiegazione di questo comportamento è da addebitare, secondo alcuni, ad un gesto di sostentamento per noi. Ebbene si: i gatti pensano che abbiamo bisogno di cibo (poiché ci considerano gatti più grandi) e quindi ce lo portano in dono. Il Dr. Bradshaw aggiunge che questa pratica è un residuo della loro strategia di cacciatori. In natura nascondono la preda per evitare che topi e altri roditori la rubino: e, nell’attesa, si appostano per catturarli. Vivendo in casa, invece, abbandonano la preda poiché il suo odore è rimpiazzato da quello del cibo fresco e dai croccantini.

Insomma, se volete saperne di più sul vostro gatto (e dargli la possibilità di smentirvi su tutto :p), potete dare un’occhiata a questo libro.

Oppure continuare ad interpretare il vostro micio come meglio vi piace :P

Fonte: NYTimes

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Cos'è Maulin

MauLin è il nome che alcuni monaci attribuirono al loro antico monastero a seguito della sua curiosa particolarità. Esso era circondato da una foresta abitata da un numero imprecisato di gatti i quali conducevano la propria vita in stretta connessione con la natura, l'ambiente circostante e i monaci stessi. La presenza di tali felini trasmetteva agli abitanti del monastero tranquillità, felicità e infinita saggezza.