MauLin

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Gatto senza palpebre necessita di intervento

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Una malattia molto rara ha comportato la nascita di un gatto senza palpebre.

La comunità di Manitoba, in Canada, ha preso a cuore la vicenda di un piccolo micio randagio e cerca supporto per pagargli le cure.

Il gatto Joe, infatti, era stato accolto quando aveva ancora quattro settimane da una famiglia che, portandolo dal veterinario, ha scoperto la rara malattia di cui era affetto. La mancanza di palpebre, infatti, provoca continue infezioni con danni molto seri all’apparato visivo del gatto.

In un primo momento il veterinario non aveva notato la mancanza delle palpebre ed era riuscito a curare l’infezione: ma quando questa è tornata, il veterinario ha scoperto il problema più grave.

L’intervento però è piuttosto costoso e il padrone non è in grado di sostenere le spese. Se in un primo momento si temeva anche di dover mettere fine alle sofferenze del micio, ci si è poi convinti a trovare altre soluzioni, come la richiesta di aiuto ad altre persone.

Così il veterinario Birte Klug ha postato su pagine web e sulla rete internazionale di veterinari, la richiesta di aiuto. E uno specialista di New York ha risposto positivamente.

Il micio Joe e il suo veterinario

Solitamente l’intervento costa 2,500 dollari ma Noelle La Croix, un’oftalmologa veterinaria, ha offerto l’intervento gratuitamente e Klug ha trovato un piccolo fondo per il pagamento dei materiali necessari e per il biglietto del volo che ha trasportato il piccolo Joe da Manitoba a New York.

Utilizzando la pelle da dietro le labbra, i tecnici medici hanno così potuto ricostruire le palpebre al micio che ora è ricoverato nella clinica veterinaria in attesa di riprendersi del tutto. Non sarà come gli altri gatti ma almeno riuscirà a vedere da entrambi gli occhi.

Infine, una famiglia nel Serlkirk ha deciso di adottarlo, dandogli così la sicurezza di una nuova casa.

Fonte: CBC.ca

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Cos'è Maulin

MauLin è il nome che alcuni monaci attribuirono al loro antico monastero a seguito della sua curiosa particolarità. Esso era circondato da una foresta abitata da un numero imprecisato di gatti i quali conducevano la propria vita in stretta connessione con la natura, l'ambiente circostante e i monaci stessi. La presenza di tali felini trasmetteva agli abitanti del monastero tranquillità, felicità e infinita saggezza.