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La filosofia dei cat-blogger

Frankenstein con gatti morti e vivi. La macabra scoperta a Varsavia

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Una donna polacca è stata denunciata per aver cercato di creare una nuova razza di gatti, selezionando e mettendo insieme pezzi provenienti da animali in vita o defunti.

Sicuramente tutti conoscete la storia di Frankenstein, il celebre “mostro” partorito dalla mente di Mary Shelley, e probabilmente in molti avete visto al cinema il simpatico film cartoon della Disney, Frankenweenie. Nel film (del regista Tim Burton) viene raccontata la storia di Victor, un bambino che non si rassegna alla morte del suo amato cane Sparky e decide, con l’aiuto della scienza, di riportarlo in vita.

Ebbene, finché restiamo nel mondo della letteratura e del cinema, nulla di strano o di raccapricciante. Siamo ormai abituati a vedere e leggere di tutto. Ma nel momento in cui ci trasferiamo nel mondo reale di raccapricciante c’è davvero tanto. Soprattutto se si pensa che a farne le spese sono centinaia di animali innocenti.

L’episodio risale a qualche giorno fa. Una donna polacca è stata denunciata perché nella sua abitazione a Varsavia, sono stati ritrovati un centinaio di gatti morti (molti dei quali conservati in celle frigorifere) e circa 72 gatti vivi ma tenuti in pessime condizioni e con numerosi segni di violenza sul corpo.

La macabra scoperta è stata fatti da alcuni agenti di polizia, recatisi sul posto in seguito alle denunce di alcuni vicini di casa della donna. Questi ultimi si lamentavano per il cattivo odore e per gli strani rumori provenienti dall’abitazione.

L’anziana aveva già provato in precedenza a portare avanti gli stessi esperimenti con dei cani, ma gli era stato impedito di tenere questi animali in casa. Ossessionata però dall’idea di voler creare una nuova razza utilizzando organi e pezzi provenienti da animali diversi, ha provato a questo punto con i gatti.

Alcuni dei mici messi in salvo

Dopo l’intervento della polizia, le carcasse degli animali morti e i corpi di quelli che fortunatamente si sono salvati saranno esaminati attentamente per capire il preciso utilizzo che di essi faceva la donna. Se venisse confermato che essi venivano maltrattati e utilizzati al fine di una sperimentazione illegale (così come sembrerebbe dalle prime indagini), la donna rischierebbe fino a due anni di carcere per crudeltà verso gli animali.

Anche se due anni sembrano davvero pochi.

Fonte: fanpage.it

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Cos'è Maulin

MauLin è il nome che alcuni monaci attribuirono al loro antico monastero a seguito della sua curiosa particolarità. Esso era circondato da una foresta abitata da un numero imprecisato di gatti i quali conducevano la propria vita in stretta connessione con la natura, l'ambiente circostante e i monaci stessi. La presenza di tali felini trasmetteva agli abitanti del monastero tranquillità, felicità e infinita saggezza.