MauLin

La filosofia dei cat-blogger

Come riconoscere un gatto che non vuole coccole

Coccolate il gatto

Capita spesso che il nostro gatto non ne voglia sapere di ricevere coccole.

Bisogna infatti prestare molta attenzione quando prendiamo in braccio il nostro micio e lo “costringiamo” a ricevere affetto. All’inizio magari ci consente pure questo “oltraggio” ma se tiriamo troppo la corda il risultato sarà inevitabile: la fuga o la resistenza!

Ecco dunque alcuni simpatici segnali ispirati da Catster per riconoscere quando il micio non accetta la nostra attenzione :)

1. Pensieri

Il primo stadio che possiamo immaginare il gatto attraversi è una negativa predisposizione mentale nei nostri confronti. Probabilmente ci sta maledicendo cercando di trasmetterci un unico ordine: “lasciami andare stupido umano!“.

2. Orecchie

Il secondo stadio è il movimento delle orecchie fino a raggiungere una posizione ad ala d’aereo completamente aperta. Prestate attenzione: se le orecchie raggiungono i 45° state per correre un grosso rischio. Ai 90° sarete spacciati.

3. Lo sguardo

Solitamente il gatto arrabbiato non vi degnerà di uno sguardo, preferendo il “vuoto”. È un modo per dirvi che non vi darà soddisfazione e che quello che state compiendo è un “crimine contro la felinità“.

4. Gli arti

Solitamente si paralizzano in posizione retta. È un tentativo di allontanarvi ma, più semplicemente, si preparano alla caduta dopo che vi avranno attaccati per liberarsi.

5. Il corpo

Al contrario degli arti, il corpo invece perderà di ogni consistenza, assumendo tutte le posizioni utili a liberarsi dal vostro abbraccio.

I segnali del corpo del vostro micio vi avviseranno quando non vuole le vostre attenzioni

Fonte: Catster

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Cos'è Maulin

MauLin è il nome che alcuni monaci attribuirono al loro antico monastero a seguito della sua curiosa particolarità. Esso era circondato da una foresta abitata da un numero imprecisato di gatti i quali conducevano la propria vita in stretta connessione con la natura, l'ambiente circostante e i monaci stessi. La presenza di tali felini trasmetteva agli abitanti del monastero tranquillità, felicità e infinita saggezza.