MauLin

La filosofia dei cat-blogger

Colto in flagrante mentre mangiava gatti

gattocucinato

Un cinquantenne, residente in Brianza, adottava gatti sfortunati per poi cucinarli e mangiarli in compagnia di amici.
La notizia, di qualche settimana fa, è una di quelle che fa veramente rabbrividire, soprattutto chi considera il proprio gatto come un membro della famiglia.

L’uomo, sposato e con figli, era riuscito negli ultimi mesi ad adottare, presso varie associazioni e gattili brianzoli, circa una quindicina di gatti. Solo che i poveri animali non finivano a vivere presso la tanto attesa famiglia che li avrebbe amati e coccolati per il resto della loro vita, ma nei loro piatti.

Ad insospettire l’Aidaa, l’associazione italiana per la difesa degli animali e dell’ambiente, sono state le particolari richieste che l’uomo rivolgeva ai volontari al momento di adottare un gatto e il rifiuto del controllo post-affido.

Il cinquantenne adottava infatti solo animali di circa tre anni, di colore preferibilmente nero ed in ottima salute.

In un primo momento i sospetti dell’Aidaa si erano rivolti verso i gruppi satanisti. Le segnalazioni che provenivano dai volontari delle varie associazioni, presso le quali l’uomo era solito adottare i felini, riferivano tutte di animali con precise caratteristiche. Caratteristiche che hanno fatto subito pensare che potesse agire per conto di qualche setta.

Si è pensato allora di tenere sotto controllo il cinquantenne il quale, dopo pochi mesi, ha deciso di adottare l’ennesimo sfortunato animale. A quel punto però è stato colto in flagrante mentre tentava di uccidere il bellissimo gatto nero di circa sette chili appena portato a casa.

Alla fine F.F., queste le iniziali del suo nome, ha ammesso di aver ucciso personalmente gli animali e di averli cucinati e mangiati durante alcune cene organizzate con degli amici.

Ora l’uomo è stato denunciato per maltrattamento e uccisione di gatti a scopo culinario e rischia la reclusione dai tre ai diciotto mesi oltre ad una multa salatissima.

Purtroppo non è l’unico caso in Italia. In alcune zone del nostro Paese persistono ancora tradizioni che vedono i gatti protagonisti delle “nostre” tavole.

Fonte: lastampa.it

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Cos'è Maulin

MauLin è il nome che alcuni monaci attribuirono al loro antico monastero a seguito della sua curiosa particolarità. Esso era circondato da una foresta abitata da un numero imprecisato di gatti i quali conducevano la propria vita in stretta connessione con la natura, l'ambiente circostante e i monaci stessi. La presenza di tali felini trasmetteva agli abitanti del monastero tranquillità, felicità e infinita saggezza.