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La filosofia dei cat-blogger

Casper, il gatto pendolare

casper il gatto pendolare

Casper era un bellissimo gatto pendolare. Ogni giorno prendeva l’autobus e girava per la città.
Tutti i giorni, per circa quattro anni, Casper ha preso l’autobus numero 3 alla fermata di fronte casa sua a Playmouth, nella contea di Devon, e a fine corsa scendeva per tornare dalla sua padrona a farsi coccolare. Un micio di razza siberiana, bianco e nero, di circa 12 anni e con un sorprendente senso dell’orientamento.

Casper è diventato famosissimo, tanto che tutti i più importanti giornali inglesi hanno parlato di lui. Il micio prendeva l’autobus puntuale tutte le mattine alle 10,55 e non sbagliava mai corsa. I conducenti raccontano che amava sedersi nei posti in fondo e qualche volta si strusciava tra le gambe delle persone per farsi accarezzare. Ma era anche un gatto molto educato, infatti non ha mai creato problemi. Teneva compagnia all’autista per tutto il tragitto che percorre il porto, la base navale, il centro cittadino, passando per i sobborghi di periferia e il quartiere a luci rosse. Alla fine della corsa di 18 km, il micio scendeva alla sua fermata e tornava a casa tutto contento.

 

Perché “Casper”?

Il suo nome non è casuale. La sua padrona, racconta di averlo chiamato Casper (come il famoso fantasmino dei cartoni animati) proprio perché il micio era solito sparire tutti i giorni per circa un’oretta per poi ricomparire come se nulla fosse. Per molto tempo la signora Susan Finden non ha mai saputo dove si recasse il gatto, pensando alle solite scappatelle in giro per i giardini. Poi però qualche conducente dell’autobus, che anche la signora era solita prendere, ha raccontato di averlo visto salire sulla corsa delle 10,55. Ecco dunque svelato il mistero.

La sua padrona pensa che tutto sia iniziato per emulazione. Il gatto ha infatti visto la donna prendere l’autobus a quella fermata moltissime volte. E siccome amava molto stare tra le persone, non ci ha messo molto ad imitare il suo comportamento.

Casper aveva circa 12 anni e se fosse stato un uomo sarebbe stato un pensionato di circa 70/80 anni. Nonostante questo però era molto veloce. Saltava infatti sull’autobus prima che le porte si chiudessero e correva a cercarsi un posto in fondo, dove amava starsene per tutta la durata del tragitto.

Il gatto Casper, la padrona e il conducente del Bus3

Il simpatico micio, come era prevedibile, era diventato la mascotte dell’autobus numero 3 della First Bus, tanto che l’azienda aveva affisso un avviso che invitava i dipendenti a prendersi particolare cura dei “passeggeri non paganti”. Questo perché ultimamente Casper a volte si dimenticava di scendere alla sua fermata e aveva bisogno di essere accompagnato giù dal personale che molto volentieri si prendeva cura di lui. La sua storia colpì talmente tanto l’attenzione che la padrona decise anche di raccontarla nel libro “Casper, il gatto pendolare. La vera storia del gatto che prendeva l’autobus“.

Purtroppo però la dolce storia di Casper è stata interrotta da un triste incidente: il micio è stato infatti investito mentre attraversava la strada per recarsi alla fermata dell’autobus che tanto amava. E come capita sempre più spesso quando si investe un animale, il conducente non si è fermato a soccorrerlo.

Gli abitanti della zona, profondamente addolorati, hanno posto alla “fermata di Casper” un cartello commemorativo. In suo onore è stata creata anche una pagina Facebook.

Non ci resta che augurati “buona passeggiata Casper!“, dovunque tu sia…

Fonte: DailyMail

 

 

 


1 commento.


  1. paola ferrante di torino scrive:

    meravigliosa storia purtroppo non a lieto fine e mi ricorda tutti i miei mici che non ci sono piu’ addio casper !

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Cos'è Maulin

MauLin è il nome che alcuni monaci attribuirono al loro antico monastero a seguito della sua curiosa particolarità. Esso era circondato da una foresta abitata da un numero imprecisato di gatti i quali conducevano la propria vita in stretta connessione con la natura, l'ambiente circostante e i monaci stessi. La presenza di tali felini trasmetteva agli abitanti del monastero tranquillità, felicità e infinita saggezza.