MauLin

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A chi va affidato il gatto in caso di divorzio?

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Vi siete mai chiesti a quale dei coniugi tocca il gatto in caso di divorzio?

Ebbene, a dare una prima risposta all’annosa questione ci ha pensato il Tribunale di Milano, sezione IX. La sentenza in questione ha stabilito che i due gattini della coppia divorziata dovranno essere affidati al coniuge al quale verrà affidata la figlia minorenne.

L’animale infatti non può essere considerato una cosa ma un essere senziente, con la capacità di sviluppare sentimenti di affetto per alcuni dei componenti della famiglia più che per altri. Soprattutto se in famiglia è presente un minore. È risaputo infatti che tra un bambino e il suo amico peloso si instaura spesso un rapporto particolare. Separarli potrebbe voler dire causare un trauma ad entrambi.

Nel rispetto poi di quanto stabilito nel Trattato di Lisbona del 2007 “è legittima facoltà dei coniugi regolarne la permanenza presso l’una o l’altra abitazione e le modalità che ciascuno dei proprietari deve seguire per il mantenimento dello stesso”.

Nel caso della sentenza sopra menzionata, la madre dovrà provvedere alle spese ordinarie, mentre ad entrambi i coniugi toccherà sostenere in misura eguale a quelle straordinarie.

In questi casi comunque sarebbe importante mettere in primo piano il bene dell’animale e ovviamente del minore. Ma spesso purtroppo accade che entrambi vengano contesi come se fossero dei semplici oggetti.

 

 

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Cos'è Maulin

MauLin è il nome che alcuni monaci attribuirono al loro antico monastero a seguito della sua curiosa particolarità. Esso era circondato da una foresta abitata da un numero imprecisato di gatti i quali conducevano la propria vita in stretta connessione con la natura, l'ambiente circostante e i monaci stessi. La presenza di tali felini trasmetteva agli abitanti del monastero tranquillità, felicità e infinita saggezza.