MauLin

La filosofia dei cat-blogger

L’incubo dei gatti: il trasportino!

trasportino-gatto

Ditemi chi non si è mai trovato alle prese con l’atroce attimo in cui c’è la necessità di portare i vostri amati mici dal veterinario.


Ci sono situazioni che non richiedono la corsa simil maratoneta dal medico, ma oltre alla normale preoccupazione che ci attanaglia quando ci rendiamo conto che i nostri tesori stanno male, è radicato in noi amanti dei mici un terrore che non ci porta a rilassarci se si tratta solo di portarli da un luogo all’altro: il trasportino.

Le fasi operative sono più o meno 5 (credo comuni a tutti voi lettrici/lettori :)):

  1. Aprire molto lentamente la porta dello sgabuzzino,
  2. prelevare in assoluto silenzio il trasportino dal ripiano in alto dello scaffale di ferro,
  3. richiudere la porta facendo attenzione che la gabbia infernale non sbatta tra scaffale e porta, procurando un suono pari a quello di un transformer che cambia aspetto,
  4. adagiare con cautela il trasportino a terra e
  5. iniziare a modulare la voce nel modo più dolce, falso e disinteressato verso lo sfortunato futuro passeggero di quel vagone misura 43x30x35.

Questo è esattamente ciò che succede ogni volta che devo portare uno dei miei dolcissimi felini dal veterinario, o in viaggio, o in uno dei miei infiniti traslochi, ed è la stessa prassi che utilizzai una volta con Merlino.

Ma per quanto possa essere accorta, la prassi si conferma puntualmente inutile, visto l’acutissimo senso dell’udito dei gatti.

Che ne pensate di un trasportino da bici?

 

Tant’è che, insieme al mio ex marito, cominciammo a rincorrerlo chiudendo ogni porta in modo da evitare che si intrufolasse sotto qualche mobile. Dopo molti minuti ricordai un consiglio che mi aveva dato una cara amica su come far entrare un gatto nel trasportino: non potete convincerlo, ma potete catturarlo buttandogli una coperta sopra, se è trapuntata meglio per le vostre mani, onde evitare di farvele ridurre a brandelli, in modo da avvolgerlo modello involtino e infilarlo nel maledetto mezzo di trasporto.

Fortunatamente non era niente di grave, una lieve struvite che passò con antibiotici (ma di come sia difficile dare un medicinale a un gatto ne parleremo in un prossimo post); ognuno ha il suo metodo, vi dico solo che ho ancora l’uso delle mani e gli occhi integri.

Quindi il mio l’ho trovato.
E voi? :)

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Cos'è Maulin

MauLin è il nome che alcuni monaci attribuirono al loro antico monastero a seguito della sua curiosa particolarità. Esso era circondato da una foresta abitata da un numero imprecisato di gatti i quali conducevano la propria vita in stretta connessione con la natura, l'ambiente circostante e i monaci stessi. La presenza di tali felini trasmetteva agli abitanti del monastero tranquillità, felicità e infinita saggezza.