MauLin

La filosofia dei cat-blogger

L’educazione e l’apprendimento

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La fase decisiva per l’educazione del gattino è quella che va dalla nascita ai 6 mesi di vita.

Durante questo periodo mamma gatta recita una parte fondamentale poiché la maggior parte dei comportamenti viene acquisita dalla nascita fino ai 3 mesi. In ogni caso è possibile insegnare qualcosa anche a gattini più grandi, nonché modificare atteggiamenti sgraditi in un gatto adulto.

L’errore più comune è infatti credere che il gatto sia meno recettivo rispetto al cane: nulla di più sbagliato. Il micio apprende quanto il suo “collega” canino, si tratta solo di avere un giusto approccio nei suoi confronti.
Abbiamo già scritto che durante la prima notte in casa il gattino potrebbe piangere e che è necessario resistere alla tentazione (fortissima!) di prenderlo e coccolarlo, per insegnargli che il suo cestino nella stanza adibita ad accoglierlo è il luogo più adatto a lui. In meno di una settimana il gatto impara a stare al suo posto.

Il gioco è fondamentale per il gattino perché è l’attività principale attraverso cui socializza, scopre l’ambiente che lo circonda e sviluppa le sue capacità fisiche. Per stimolarlo basta poco: un pezzo di spago con una pallina di carta, un piccolo peluche… assolutamente da evitare le lucine laser: sembra che il gatto si diverta molto, ma c’è il rischio di accecarlo inavvertitamente; inoltre sono una fonte di stress e nevrosi per il nostro felino.

Durante le zuffe con i fratellini o gli altri mici di casa, il gattino subisce morsi e graffi che gli permettono di imparare a misurare l’intensità dei suoi gesti. In assenza di altri felini domestici, spetta al padrone insegnargli quale è il limite oltre i quale non deve spingersi: se durante il gioco vi fa male, sgridatelo con un “NO!” secco ed abbandonate il gioco, ignorando il micio per almeno una decina di minuti, anche se tenta di richiamare la vostra attenzione.

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Cos'è Maulin

MauLin è il nome che alcuni monaci attribuirono al loro antico monastero a seguito della sua curiosa particolarità. Esso era circondato da una foresta abitata da un numero imprecisato di gatti i quali conducevano la propria vita in stretta connessione con la natura, l'ambiente circostante e i monaci stessi. La presenza di tali felini trasmetteva agli abitanti del monastero tranquillità, felicità e infinita saggezza.